Valsecchi 1918: Enrico Baleri

Quando Gianfranco e Sergio Valsecchi mi hanno chiesto idee, forme e progetti per una nuova collezione in grado di dare un segnale forte, autorevole, inedito, – ma con semplicità, leggerezza e ironia – ho raccolto la proposta per come si presentava: una scommessa. Tutta la mia storia di designer e imprenditore, come quella di molti protagonisti del design italiano, è legata all’utilizzo di materiali industriali: lamiera stampata, acciaio imbutito, alluminio pressofuso, policarbonato e tecnopolimeri vari e poi, e poi… scelte obbligate, nella filosofia del disegno industriale, con una sorta di rifiuto generazionale per il legno, cioè il mondo da cui proveniamo, che non abbiamo mai dimenticato (gli odori di una segheria!) né rimosso, ma nemmeno affrontato, se non in momenti rapsodici, ancorchè importanti, ed anche esaltanti – e penso alle sedie, agli sgabelli di Alvar Aalto prodotti da Artek, ma soprattutto alla fantastica collezione Broomstick di Vico Magistretti, Alias 1979, all’incredibile capacità di consenso che seppe raccogliere tra gli addetti ai lavori. Così, con tutti i miei anni sulle spalle, raccolgo la provocazione, entro nel mondo Valsecchi, cioè un mondo che oggi è il perfetto paradigma postindustriale: grande tecnologia e grande ecologia, indissolubili, e ritrovo sia le mie origini (mio padre iniziava con una falegnameria, ed essendo vietatissimo, per noi bambini, entrare nei reparti, questa era anche la trasgressione più desiderata e praticata) ma anche i miei valori, l’attenzione al dettaglio, la cura maniacale, la ricerca continua di nuove soluzioni, più semplici, più corrette, un lavoro continuo di ricerca e sviluppo, di implementazione tecnica e sottrazione semantica, per arrivare alla forma-funzione ideale, il prodotto con l’anima, senza fronzoli, non obsolescente, un’utopia rincorsa per decenni, a volte sfiorata, e oggi di nuovo davanti a me, in termini nuovi, design e legno, alta gamma e basso impatto. Vedo sorridere Luigi Baroli, con me da vent’anni, capace di rispettare il dogma-funzione, e di fare poesia, quale che sia il materiale, platino o cartone ricilato, e quale che sia il progetto sul tavolo, un gioiello, una borsa o una sedia. In realtà ha sempre adorato il legno, con l’intensità e la delicatezza di un amante clandestino, innamorato come il primo giorno. STICKCOLLECTION Stickcollectiomnasce così, da esperienze fittissime gettate sul tavolo con ispirazione nuova, autentica, e soddisfazione vera, perché siamo riusciti tutti assieme nell’impresa: dare anima nuova (cioè valori, prestazioni, design) a una forma-funzione primitiva, basic, forse la più antica matrice degli oggetti intorno all’uomo: il semplice, geniale, bastone.

La collezione Stickcollection è disponibile su owo

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